Regor Galdwire

Chierico della chiesa di Bahamut

Description:

faction_banner_order-of-the-gauntlet.svgUmano sui 35 anni, alto circa 1,85 metri molto robusto dal peso di 95Kg, carnagione chiara, capelli corti color grigio-argento rivolti all’indietro e pizzetto.

Bio:

Diario Personale: Regor Galdwire

25 Ches 1487 DR
E’ sempre difficile iniziare a scrivere un diario, non saprei da dove iniziare… Purtroppo sono costretto a scrivere e riportare tutto quello che mi capita, Il mio maestro Darghen mi diceva sempre: “Devi iniziare a scrivere un diario, non perché ti voglia annoiare, ma perché ti aiuterà a comprendere gli errori del passato e a ricordare chi sei veramente”. Non sono molto pratico, forse e meglio iniziare raccontando un po’ di me:

Sono stato abbandonato dai miei genitori e fu Maestro Darghen a trovarmi e portarmi alla Cattedrale di Bahamut a Iaerebor: mi prese sotto la sua guida e protezione, accudendomi, proteggendomi e insegnandomi la fede nel Dio Dei Draghi.
bq). *Crebbi tra i fedeli di Bahamut, imparandone le preghiere e lo stile di vita. Imparai a non farmi trascinare dall’orgoglio e dalla vanità, ma a trasformarli in forza di volontà e preghiera. Lessi della creazione e delle guerre di Bahamut, delle gesta compiute dai paladini in suo nome e delle atrocità commesse dai malvagi, deviati da Tiamat e dalla perfidia dei draghi cromatici, e a forza di leggere imparai anche il draconico. *
bq). *Assieme a me crebbe la mia fede nel Drago di Platino, così magnanimo e forte da esaudire le mie preghiere, permettendomi di proteggere i bisognosi, e per esserne in grado frequentavo e mi allenavo tra le schiere dei combattenti della Chiesa di Platino.

Durante la mia gioventù feci poche domande sui miei genitori, pochi sapevano darmi una risposta, e gli altri nemmeno sapevano chi fossero, altri invece sembravano saperlo ma per qualche motivo non risposero mai, si limitarono a cambiare argomento, oppure ad improvvisare impegni da svolgere.
bq). *All’età di 26 anni la mia formazione era completa e la mia fede più salda che mai, Darghen era molto fiero di me e decise che era arrivato per me il momento di sapere di più sui miei genitori:

Essi erano perseguitati dal Culto del Drago e per la mia incolumità decisero di abbandonarmi, dandomi sotto la sua protezione, e gli consegnarono un’arma di famiglia: Mitneir, fulmine in draconico, una spada lunga con una gemma incastonata nell’elsa, con la forma della lama che ricorda la punta di una lancia. Negli anni studiò a lungo quell’arma e mi disse che secondo lui era in grado di incalanare le mie preghiere contro i nemici. Allenandomi percepivo che più concentravo la mia fede più i colpi erano precisi e vigorosi.

Durante l’addestramento continuai a pensare ai miei genitori, e al loro fardello,
Rimasi affranto nel scoprire la verità, che fece rafforzare in me il desiderio di ritrovare i miei genitori, oltre a uno strano senso di vendetta verso il culto…. Più passava il tempo, più il mio odio si intensificava, un odio profondo…. ma soffocato, sono un chierico di Bahamut, la protezione dei più deboli viene prima delle faccende personali. Madre, Padre, semmai doveste essere ancora vivi, prometto che vi cercherò e vi metterò in salvo, e giuro davanti a Bahamut che il Culto pagherà per ogni sua malefatta.

26 Ches 1487 DR
L’idea del mio maestro fu saggia, rileggendo le mie parole riesco a capire i miei obbiettivi, riesco a vedere i miei errori, quanto ero stolto da ragazzo….. A pensare di diventare un chierico solo per avere una “splendida armatura” fama e gloria….. Ma le cose cambiano, per fortuna ho capito l’importanza del mio ruolo, servire Bahamut e proteggere i deboli a costo della vita, ma ora devo concentrarmi sui miei obbiettivi, e non posso permettermi distrazioni, a breve partirò per Arabel in missione, l?Ordine ha ricevuto una richiesta di soccorso: fonti affermano che in questo momento la città è sotto assedio, Iriaebor risponderà mandando divisioni in soccorso, sono stato collocato nella terza divisione sotto il comando del tenente Gallowmire, il nostro compito e raggiungere Arabel il più velocemente possibile. Il tempo e contro di noi, prego Bahamut affinché protegga quella povera gente fino al nostro arrivo.

E’ sera, ci siamo accampati per la notte, domani dovremmo raggiungere la città di Arabel, fortunatamente siamo a cavallo e impiegheremo meno tempo, partendo all’alba dovremmo essere lì in tardo pomeriggio- Sono un po’ preoccupato, è il mio primo vero scontro, ed è ora di scoprire quanto ho appreso alle lezioni.
Giovedì scorso era il mio 35esimo compleanno, Maestro Darghen mi ha regalato un’armatura a strisce, meravigliosa, in ferro ma colorato di argento con alcune linee di stoffa turchese, molto elegante e resistente, spero mi possa proteggere dallo scontro che è alle porte, ma non ho paura, siamo tutti pronti a morire per Bahamut, daremo la nostra vita per Bahamut. Queste potrebbero essere le mie ultime parole……..

Il mio primo scontro è alle porte, e se morire sarà il nostro destino, che si compia in una gloriosa battaglia.

Tiichi ekess Bahamut

29 Ches 1487 DR
Sono vivo, è stata un’ardua battaglia ma sono vivo. La città era stata assaltata da un’armata di Orchi, quando siamo arrivati le armate di Arabel erano sfinite, l’assedio durava da giorni e noi siamo arrivati quando le ultime forze di Arabel riuscirono a respingere l’assedio, portando lo scontro all’esterno delle mura. Non eravamo gli unici rinforzi, al nemico arrivarono truppe fresche, e arrivarono prima di noi.
Ma appena giunti non siamo rimasti a guardare, avvistati i nemici abbiamo caricato verso di loro, un attacco a sorpresa che non si aspettavano: non ricordo quanti nemici ho ucciso, ma ricordo quante vite alleate ho salvato, mi concentrai più sul salvare i miei alleati in pericolo intercettando i loro assalitori per consentirgli di indietreggiare e poi vidi lui, credo fosse un dragonide, guerriero, molto grosso e robusto, anche se teneva un po’ di pancetta, caricò verso quello che sembrava un capobranco, un gesto folle, infatti cadde sotto la sua scimitarra. Io partì ad intercettare l’orco, salvai quel guerriero dal colpo di grazia; attorno a noi i guerrieri continuavano a combattere ignorandoci e capii che si trattava di un capo, guardai l’orco dritto negli occhi e lui mi disse il suo nome, indietreggiammo entrambi di un passo, misi via il mio scudo e puntai la mia spada verso il mio rivale, egli capì il mio intento ed accettò la sfida, grido qualcosa in orchesco ma non lo capii, subito dopo mi disse “ora nessuno ci darà fastidio, preparati a cadere d’innanzi a Grakaar Spezza-ossa”.
Il combattimento durò a lungo, forse uno degli sfidanti più forti mai combattuti, riuscì a colpirmi diverse volte, ma la sua natura lo tradì, è tipico degli orchi umiliare e divertirsi con i loro sfidanti e dopo l’ennesimo colpo subito mi inginocchiai a terra, lui ne approfittò per girarsi e vantarsi della sua forza, in quel momento capì che non avrei avuto altre possibilità: scattai verso di lui, che se ne accorse e con un sorriso si preparò a bloccare il mio attacco, ma io mirai alla sua spada, facendola volare via dalle sue mani. Reagì con un calcio per allontanarmi ed indietreggiò, raccolse da terra un martello chiodato e mi guardò fisso negli occhi, non ebbi altra scelta, presi Mitneir, la spada che i miei genitori mi lasciarono, e mi preparai a scagliarla verso il mio rivale.
Concentrai tutta la mia fede in Bahamut, la spada iniziò ad illuminarsi e l’elsa ad allungarsi, la prendendo la forma di una lancia, concentrai quindi tutte le mie forze in quell’ultimo disperato tentativo, e mentre il mio rivale alzò la guardia preoccupato feci la mia mossa: scagliai la lancia con tutta la mia forza, che si conficco nel suo petto trapassando la sua armatura da parte a parte. L’orco, Grakaar Spezzaossa cadde a terra; il duello era finito ma la battaglia no e intorno a me infuriavano altri combattimenti.
Oltre a me anche altri miei compagni erano impegnati in un duello, il generale della mia armata Sir Gherundir era impegnato in un duello con il capo dell’orda, non potendo interferire con il loro scontro mi limitai a combattere assieme ai miei compagni, ma dopo qualche minuto, il generale nemico cadde, e l’armata degli orchi si arrese.

Non persi tempo ed iniziai a soccorrere gli abitanti di Arabel, tra i feriti mi capitò quel dragonide: era stato trafitto al petto, ma nulla di grave, il suo nome era Kar’hakk, un guerriero della città di Arabel, rimasi scioccato dalle sue parole, non voleva ricevere cure perché convinto di aver perso la fiducia in Bahamut, io e gli altri fedeli cercammo di calmarlo ed a convincerlo che stava sbagliando, infine si convinse delle nostre parole e decise di raggiungere la Chiesa di Bahamut per arruolarsi nei chierici e ritrovare la fede perduta. Sono felice di questa sua decisione, potrebbe rivelarsi un degno combattente

12 Tarsakh 1487 DR
Siamo rimasti in questa città per circa due settimane e ci stiamo preparando per tornare ad Iriaebor, nel nostro viaggio di ritorno ci saranno anche alcune reclute compreso Kar’hakk, sarà un viaggio tranquillo per fortuna, oramai il peggio è passato.

16 Tarsakh 1487 DR
Siamo giunti ad Iriaebor finalmente, è stato un viaggio molto lento e tranquillo, durante il nostro percorso ne approfittai per parlare con le reclute iniziando a spiegargli le basi per l’addestramento ma non tutti mi sembrano preparati per questo: perfino Kar’hakk inizia a darmi dei dubbi, lo vedo determinato, la sua fede in bahamut è forte più di chiunque altro ma… i suoi modi di fare sono un po’ rozzi, violenti, non penso sia ancora pronto per intraprendere questa strada, ma lascerò che siano i grandi sacerdoti a deciderlo.

Regor Galdwire

Tiranny Of Dragons fabri96100